I peggiori nemici dell’antifurto: i falsi allarmi

I peggiori nemici dell’antifurto: i falsi allarmi

Nov 26, 2018

Il falso allarme consiste nella valutazione errata del sensore di movimento – la parte più sensibile dell’impianto – che interpreta come pericoloso un elemento che di fatto non lo è.

Un sistema antifurto che scatta di continuo non è affidabile. Inoltre rappresenta un problema per i vicini che si infastidiscono, per i proprietari di casa che si allarmano e per le forze dell’ordine che ricevono la chiamata (con il rischio di ricevere una denuncia per procurato allarme).

La precisione nella segnalazione è proprio ciò che differenzia un buon sistema antifurto da uno di scarsa qualità!

Il componente che è più responsabile dei falsi allarmi è il sensore, specialmente quello esterno che, diversamente dal rilevatore interno che opera in un ambiente protetto, è esposto ad intemperie ed agenti esterni. Di conseguenza la probabilità che l’antifurto rilevi un falso allarme è più alta.

Se l’impianto antifurto è configurato correttamente non dovrebbero accadere questi inconvenienti; vediamo insieme le cause più frequenti dei falsi allarmi.

Falsi allarmi e antifurto: le cause

La causa più comune è rappresentata dal passaggio di animali.
I rilevatori di un certo livello possiedono la funzione “pet – immune”, ovvero riescono ad ignorare i movimenti sotto una certa altezza, ad esempio 50 cm o 1 m. Sarà cura dell’installatore capire le dimensioni degli animali domestici ed impostare la funzione di conseguenza.

L’antimascheramento di alcuni sensori potrebbe non essere ben tarato, di conseguenza alcuni semplici movimenti di oggetti nell’aria potrebbero essere scambiati per un intruso.

Gli agenti atmosferici rappresentano un’altra importante causa.
Prima tra tutte la grandine, ma anche la nebbia specialmente se si utilizzano sensori Pir (Passive Infrared), più sensibili al variare della temperatura termica e alle condizioni atmosferiche. Paradossalmente, anche l’’esposizione diretta al sole può rappresentare la causa scatenante di un falso allarme.

Un’ulteriore causa potrebbe essere la batteria.
Potrebbe capitare che i sensori wireless autoalimentati – dotati di batteria interna – si scarichino senza darne preavviso. Questa situazione potrebbe scatenare l’accensione della sirena e, di conseguenza, una chiamata con combinatore telefonico. Tuttavia questa problematica risulta facilemnte evitabile, se si scelgono sensori di qualità: questi non presentano infatti alcun problema con la batteria.

Altro elemento scatenanate potrebbe essere un blackout (doloso o non).
Se l’antifurto non è creato per continuare a funzionare anche in assenza di energia elettrica, grazie al supporto di una batteria secondaria, potrebbe andare in allarme la sirena ed il combinatore telefonico.

Se da una parte, gli agenti atmosferici, la batteria o gli animali, giocano un ruolo importante, dall’altra si può anche avere a che fare con ladri professionisti che conoscendo bene il funzionamento degli impianti antifurto, riescono a farli scattare intenzionalmente attraverso una serie di meccanismi. In una situazione del genere, l’utente stesso, attribuendo il tutto ad un falso allarme, disattiverà di proposito il dispositivo, lasciando quindi via libera agli intrusi.

L’ultima causa è quella paradossalmente più banale: la dimenticanza!
L’utente può dimenticarsi di disattivare l’allarme quando entra in casa, o la “parzializzazione” ovvero di aver attivato solo una parte dell’antifurto per la casa.

L’affidabilità di un antifurto è direttamente legata alla qualità della componentistica, all’installazione e manutenzione dello stesso. Affidatevi quindi ad installatori qualificati e a prodotti certificati e a norma!

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